Armando Micheli
Autore Author Mediterraneo · Corno d'Africa · Balcani · Medio Oriente

Armando Micheli

Libri nati sul campo: memoria, dottrina e il racconto di ciò che resta.

Books written from the field: memory, doctrine, and the record of what remains.

L'autoreThe author

Chi scrive

Ci sono cose che si capiscono solo dopo, e altre che tornano — a volte per caso. Scrivo per dare forma a quello che ho attraversato: le missioni, i luoghi, le persone. Non solo per spiegare la guerra: soprattutto per restituire ciò che ne rimane addosso.

Ufficiale delle forze speciali dell'Esercito, più volte impiegato in operazioni fuori area, ho portato in pagina la Somalia, l'Afghanistan, i Balcani e il Ruanda. Accanto al racconto vissuto c'è lo studio: la dottrina della controinsurrezione, la politica estera italiana, la geopolitica del Mediterraneo allargato. Scrivo per testimonianza diretta, senza esaltazione: per restituire i fatti come sono stati vissuti, e per non lasciare che la memoria di chi non è tornato vada perduta.

About

Armando Micheli is a special forces officer in the Italian Army, repeatedly deployed on out-of-area operations. His work draws on direct experience across the Horn of Africa, Afghanistan, the Balkans, and Rwanda.

He writes at the intersection of memoir and analysis — the lived account of the field on one side, and the study of doctrine, counterinsurgency, and Mediterranean geopolitics on the other. He writes from direct experience, without embellishment — to set down the facts as they were lived, and to keep the memory of those who did not return from being lost.

Formazione
Education
Laurea Magistrale in Comunicazione Pubblica (Scienze politiche) · Master in Analista del Medio Oriente: politica, economia, sicurezza · Master in contrasto al terrorismo internazionale
MA, Public Communication (Political Science) · Postgraduate Master in Middle Eastern Studies: Politics, Economy, and Security · Postgraduate Master in Counter-Terrorism: Radicalization, Cyber-Jihad, Intelligence and Strategic Communication
Aree
Focus
Geopolitica del Mediterraneo · Politica estera italiana · Dottrina delle Forze Speciali
Mediterranean geopolitics · Italian foreign policy · Special Forces doctrine
Terreno
Field
Somalia · Afghanistan · Bosnia-Erzegovina · Ruanda · Medio Oriente
Somalia · Afghanistan · Bosnia-Herzegovina · Rwanda · Middle East
I libriThe books

I libri

The books

01
Copertina - Somalia, Mogadiscio. Il mio 2 luglio 1993 Cover - My 2nd of July 1993 in Mogadishu

Somalia, Mogadiscio. Il mio 2 luglio 1993

My 2nd of July 1993 in Mogadishu

Memoir · 2018

Il 2 luglio 1993, durante la missione di pace italiana in Somalia, un'operazione di controllo si trasforma in un lungo e violento scontro a fuoco attorno a un incrocio e a un vecchio pastificio. È la giornata che verrà ricordata come la «battaglia del pastificio»: nove ore di combattimento, al termine delle quali tre soldati italiani non torneranno a casa. L'autore, che vi prese parte con le forze speciali, la racconta dal di dentro: le strade e i mezzi, gli ordini e le attese, i gesti e i silenzi di uomini giovanissimi inviati a stabilire la pace in un Paese sprofondato nel disastro. Nessuna esaltazione: solo il tentativo, onesto e paziente, di restituire i fatti così come sono stati vissuti — e di raccontare ciò che viene dopo: la memoria che non si lascia seppellire, il peso che si riporta a casa. Questa nuova edizione, rivista dall'autore, aggiunge una nota introduttiva, una cronologia della giornata e un glossario.

On 2 July 1993, the ITALFOR command in Somalia launched Operation "Canguro 11" in Haliwaa, a district in the northern part of Mogadishu, around the checkpoint the Italians called "Pasta." The operation was still under way when the neighborhood rose up. Within minutes the protest had turned into a battle, and after nine hours of fighting the Italian force was compelled to withdraw — the first engagement of its kind for the Italian armed forces since the end of the Second World War. This is the account of a special forces operator who fought there, and of what that day left behind. Above all, it is written for the men who fell in that battle.

02
Copertina - A volte casualmente ritorni Cover - What Comes Back

A volte casualmente ritorni

What Comes Back

Memoir · 2022
Memoir · A Return to Mogadishu, Twenty-Five Years On

Venticinque anni dopo, la stessa città. Il 2 luglio 1993 un giovane incursore combatte a Mogadiscio quella che sarà ricordata come la Battaglia del Pastificio. Nel 2018 ci ritorna: stessa terra, stesso caldo, stesso oceano all'orizzonte — ma un altro mandato, un'altra bandiera, un altro nemico. È la missione European Union Training Mission – Somalia, e per l'autore diventa l'occasione di un confronto insieme storico, militare e personale. Cosa resta della Somalia che aveva lasciato? Cosa è diventata la minaccia, ora che non ha più il volto delle milizie di clan ma quello di al-Shabāb, degli attentatori suicidi e degli ordigni improvvisati? E cosa resta, soprattutto, del soldato che era? Tra le pagine di questo diario di viaggio e di guerra passano l'addestramento dell'esercito somalo, il primo attacco IED contro le forze europee, e uno sguardo sul Corno d'Africa che pochi hanno potuto osservare da così vicino, e due volte. Dopo «Il mio 2 luglio 1993», l'autore chiude qui il suo conto con la Somalia.

Twenty-five years after he first served in Somalia's shattered capital, an Italian special-forces officer is ordered back to Mogadishu — and, as if fate had circled the date, in the very month of July. In 1993 he had lived through the fighting history remembers as the Battle of the Pastificio; in 2018 he returns under a different flag and mandate, leading a multinational team of instructors with the European Union Training Mission in Somalia. The war has changed. So has the enemy — al-Shabaab, the roadside bomb, the car that will not stop at the checkpoint. Part military chronicle, part travel journal, What Comes Back moves from the cold mechanics of counter-insurgency to quieter reckonings: the weight a soldier carries home, faith and doubt, a father's last gaze, the wonders and contradictions of Africa. Because some things never wholly leave us — they return when we least expect them.

03
Copertina - Counterinsurgency in Afghanistan Cover - Counterinsurgency in Afghanistan

Counterinsurgency in Afghanistan

Counterinsurgency in Afghanistan

Saggistica · 2023
Non-fiction · 2023

Nel 2011, in Afghanistan, un'indagine sul campo misurava l'efficacia dei corsi di counterinsurgency erogati dalla NATO alle nascenti forze di sicurezza afghane. I risultati erano ampiamente positivi. Dieci anni dopo, ritirate le truppe internazionali, lo Stato afghano crollava nel giro di pochi giorni. Tra questi due fatti si apre la domanda al cuore del libro: perché la diffusione dei princìpi della counterinsurgency — non un semplice addestramento militare, ma un approccio globale alla costruzione delle istituzioni — non è bastata a costruire uno Stato capace di reggersi? Membro delle forze speciali e istruttore egli stesso presso il Counterinsurgency Training Center di Kabul, l'autore intreccia la testimonianza diretta, la ricostruzione storica e i dati di una ricerca originale. Non un'apologia né un atto d'accusa, ma un tentativo lucido e documentato di capire che cosa, in vent'anni di sforzo internazionale, non ha funzionato.

In 2011, a statistical survey conducted in Afghanistan measured the effectiveness of the counterinsurgency (COIN) courses delivered by NATO. The results were largely positive. A decade later, international forces withdrew and the Afghan institutions collapsed within days. Between those two facts lies the question at the heart of this book: why did the dissemination of COIN's core principles fail to help the new Afghan government win the consensus everyone hoped for? This is not an apologia. It is an attempt to show that the campaign began with every condition in place to support the country's reconstruction and democratization — and to recall the scale of a twenty-year international effort, measured in lives and resources alike.

04
Copertina - Quattro giorni a Kigali

Quattro giorni a Kigali

Quattro giorni a Kigali

Il 9° Col Moschin nell'inferno del Rwanda · 2024
The 9th Col Moschin in the Rwandan inferno · 2024

Massimo e Fabrizio, due Incursori del 9° Col Moschin infiltrati a Kigali in due momenti diversi, si trovano catapultati nell'inferno della guerra civile rwandese: costretti a percorrere le strade della capitale, tra cataste di cadaveri, per recuperare dei connazionali nel bel mezzo di un genocidio. L'orrore — diverso da tutto ciò che avevano conosciuto in altri teatri — e l'impossibilità di evitarlo li portano a riflessioni profonde, fino a mettere in dubbio molte delle loro certezze. Il libro ripercorre cronologicamente gli avvenimenti, dall'attentato al presidente rwandese all'allertamento e alla proiezione, da parte del Ministero della Difesa, di un nucleo di Forze Speciali. Una missione che si svolge in una tensione costante, con colpi di scena che costringono gli Incursori a ideare persino un ardito piano di esfiltrazione via terra dalla capitale.

Massimo and Fabrizio, two Incursori of the 9th Col Moschin regiment infiltrated into Kigali at different moments, are thrown into the inferno of the Rwandan civil war — forced through the streets of the capital, past heaps of corpses, to recover Italian nationals in the middle of a genocide. A chronological account of a Special Forces mission run under constant tension, from the assassination of the Rwandan president to a daring overland exfiltration plan. Published in Italian by Itinera Progetti.

05
Copertina - L'Italia nel Mediterraneo allargato Cover - L'Italia nel Mediterraneo allargato

L'Italia nel Mediterraneo allargato

L'Italia nel Mediterraneo allargato

Una proposta d'integrazione delle Forze Speciali nel Piano Mattei
A proposal for integrating Special Forces into the Piano Mattei

Febbraio 2026, Addis Abeba: per la prima volta un presidente del Consiglio italiano apre un vertice con i leader africani nel cuore dell'Unione Africana. Con il Piano Mattei l'Italia prova a ritagliarsi un ruolo nuovo nel Mediterraneo allargato — un percorso avviato, dagli esiti ancora aperti. Il Piano opera in aree segnate dall'instabilità, dove la sicurezza è una precondizione dello sviluppo, e far dialogare diplomazia, cooperazione e difesa resta una questione aperta. Su questo terreno il libro avanza una proposta che non richiederebbe nuove leggi: le Addettanze Militari Integrate, uffici degli Addetti Militari affiancati da personale delle Forze Speciali nei Paesi prioritari — non un impiego cinetico, ma una capacità discreta e politicamente controllabile di costruire fiducia, contribuire all'addestramento dei partner e leggere contesti dove i canali tradizionali arrivano con più difficoltà. Dalla parabola di Enrico Mattei agli scenari del Mediterraneo del 2035, l'autore — ufficiale dell'Esercito con lunga esperienza nelle operazioni speciali — costruisce una riflessione documentata e una proposta di metodo: l'Italia dispone di risorse importanti per questo spazio; la sfida è metterle a sistema.

Addis Ababa, February 2026: for the first time, an Italian Prime Minister opens a summit with African leaders at the heart of the African Union. Through the Piano Mattei, Italy seeks a new role in the “enlarged Mediterranean” — a course now under way, its outcome still open. The Plan operates across regions marked by instability, where security is a precondition for development, and aligning diplomacy, cooperation and defence remains an open question. On this ground the book puts forward a proposal that would require no new legislation: Integrated Military Attaché offices — existing Defence Attaché posts reinforced with Special Forces personnel in priority countries, under Ambassadorial supervision. Not a kinetic role, but a discreet, politically controllable capacity to build trust, support partner training, and read contexts that traditional channels struggle to reach. From Enrico Mattei's legacy to the Mediterranean of 2035, the author — an Army officer with long experience in special operations — offers a documented analysis and a method: Italy holds real assets for this space; the challenge is to bring them together.

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